VAE VICTIS, IL FILM

Vae Victis, un film di Luca Alessandro

 

Woe to the vanquished!, the movie

Vae Victis, a film by Luca Alessandro

In the United States the film is distributed under the title The Art of Evil

Acquista il film/Buy the movie:

https://moviezyng.com/collections/genre-horror

search for The Art of Evil

NEWS

                     Vae Victis, in arrivo il biopic horror su De Filippis

 Antonio Buoso 

                                             

  Peccati, rimorsi, sensi di colpa brillavano nei fasti di un cielo stellato

 

 

E’ firmata da Luca Alessandro (già dietro la macchina da presa di Mindsurf, visibile su Prime Video) la regia di Vae Victis, biopic su de Filippis che promette tinte cupe e morbose e la cui uscita è prevista per il 2024.

 

Vae Victis, the upcoming horror biopic about De Filippis

 

by Antonio Buoso

 

Sins, remorse, and guilt shone in the splendor of a starry sky.

 

Luca Alessandro (who previously directed Mindsurf, available on Prime Video) is directing Vae Victis, a biopic about De Filippis that promises dark and morbid nuances and is scheduled for release in 2024.

Sinossi

 

Vae Victis racconta le vicissitudini quotidiane del pittore Valerio de Filippis, un uomo che ha fatto dell’arte la sua maniera di stare al mondo, per spiegarselo, interpretarlo, viverlo ma attualmente in preda al tanto temuto blocco dell’artista. Originario di Pozzuoli, dopo un passato turbolento e incline alla violenza, dove perde parte della sua famiglia, tra cui la sorella con cui aveva un legame molto forte, si trasferisce a Roma. La sua è un arte morbosa, perversa, che si nutre di incubi. Non trovando più sfogo nel gesto liberatorio della pennellata, il pittore rischia di implodere in vista di una mostra molto importante.

 

Synopsis

 

Vae Victis recounts the daily vicissitudes of painter Valerio de Filippis, a man who has made art his way of being in the world, to explain it, interpret it, and live it, but who is currently gripped by the much-feared artist's block. Originally from Pozzuoli (Naples), after a turbulent and violent past, where he lost part of his family, including his sister, with whom he had a very strong bond, he moved to Rome. His art is morbid, perverse, fueled by nightmares. No longer finding an outlet in the liberating gesture of the brushstroke, the painter risks imploding on the eve of a very important exhibition.

Tutto sembra perduto quando appare Eléna, una giovane ragazza italoamericana appassionata di Stendhal. “Il Rosso e il Nero”, un libro che Valerio conosce molto bene perché la sorella lo stava leggendo prima di suicidarsi, è il “gancio” da cui si origina una particolare amicizia. La voglia di lui di ritrovarsi in vista della mostra e la curiosità di lei innescano una serie di eventi e una complessa rete di emozioni che finiranno per minare la sanità mentale dell’artista.

 

All seems lost when Eléna, a young Italian-American woman with a passion for Stendhal, appears. "The Red and the Black,"(original title: Le Rouge et le Noir, by Stendhal) a book Valerio knows well because his sister was reading it before committing suicide, is the "connection" that sparks a special friendship. His desire to reunite for the exhibition and her curiosity trigger a series of events and a complex web of emotions that will ultimately undermine the artist's sanity.

Scheda Tecnica

 

Genere: Biopic, Horror
Durata: approx. 90′
Paese: Italia
Uscita: prevista nel 2024
Regia di Luca Alessandro
Prodotto da 
Firefly Produzioni
in collaborazione con Broken Spirits Production
Cast: Valerio De Filippis, Claire Palazzo, Claudia Carovana, Dario Almerighi, Marco Marchese, Roberto Fazioli, Giulio Fraternali.

Interviste a: Lorenzo Canova, Francesco Giulio Farachi, Hary Daqua.

Musiche: Blokulla e Giacomo Sovrano.

 

https://www.horroritalia24.it/vae-victis-in-arrivo-il-biopic-horror-su-de-filippis/

 

Technical Sheet

 

Genre: Biopic, Horror

Running Time: Approximately 90 minutes

Country: Italy

Release Date: 2024

Directed by Luca Alessandro

Produced by Firefly Production 

in collaboration with Broken Spirits Production

Cast: Valerio De Filippis, Claire Palazzo, Claudia Carovana, Dario Almerighi, Marco Marchese, Roberto Fazioli, Giulio Fraternali.

Interviews with: Lorenzo Canova, Francesco Giulio Farachi, Hary Daqua.

Music: Blokulla and Giacomo Sovrano.

 

https://www.horroritalia24.it/vae-victis-in-arrivo-il-biopic-horror-su-de-filippis/

 

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VOTO: 8

Sindrome di Stendhal – Advanced Level

   Stefano Coccia

Stendhal Syndrome – Advanced Level

   by Stefano Coccia

All’ultimo Festival Internazionale del Cinema di Salerno il livello della sezione lungometraggi è stato, a quanto pare, piuttosto alto, nonché foriero di proposte cinematografiche assai diversificate tra loro. Per esempio abbiamo già avuto modo di occuparci del western, su queste pagine, grazie a Oltre il confine di Emiliano Ferrera, che in Campania ha peraltro ottenuto una lusinghiera MENZIONE DI MERITO.
Con Vae Victis di Luca Alessandro si cambia decisamente orizzonte. L’autore in questione ci era già noto per documentari dall’impronta molto personale ed empatica come
 Mindsurf. Ci ha quindi un po’ sorpreso veder inserito il suo nuovo lavoro a Salerno tra le opere di finzione… ma in effetti Vae Victis travalica le tradizionali distinzioni formali e di genere in modo alquanto innovativo, mescolando tra loro tracce che possono rimandare di volta in volta al noir, al documentario d’arte, al videoclip / film musicale, alla classica biografia cinematografica affrontata però secondo un’ottica straniante e lisergica. Ecco, chi lo ha definito un “biopic noir” o un “biopic horror” non è andato troppo lontano dal vero.

 

Al centro della scena vi è comunque l’esperienza artistica di un personaggio “circumnavigato” nella sua ispirazione da ogni angolazione possibile: Valerio De Filippis. Originario di Pozzuoli ma residente a Roma da anni, influenzato in profondità da un passato sofferto, livido, violento, persino tragico se si considerano le circostanze che portarono alla scomparsa dell’amata sorella, costui è artefice di performance e di opere dal mood indubbiamente perverso, morboso, tendente all’incubo.
Il film di Luca Alessandro rende omaggio alla sua arte drammatizzandone l’essenza attraverso una notevole libertà stilistica, tale da alternare la descrizione delle opere, della loro genesi tormentata, a brevi ed apodittici segmenti di fiction, i cui contorni risultano sovente assai macabri, “dark”, claustrofobici, tenebrosi.
La sensibilità dell’artista si rivela così quasi fosse la messa in scena di un crimine. Il che potrebbe spingerci persino a citare quel magnifico, non sempre compreso “concept album” di David Bowie datato 1995, “1.Outside”; ma qui una colonna sonora “autoctona” c’è e sono le ossessive canzoni firmate da Blokulla a troneggiarvi più che degnamente: magnetiche, lugubri, oscure.
L’ordito labirintico del lungometraggio si nutre pertanto di continue, sorprendenti epifanie, che vanno da ammaccate testuggini a qualche grandguignolesco “tableaux vivant”; una fitta trama, cui contribuiscono inoltre testimoni dell’opera di De Filippis particolarmente qualificati, come i critici d’arte e i docenti universitari coinvolti nelle riprese, laddove gli accenni di drammatizzazione del racconto beneficiano invece di interpreti decisamente in parte come Dario Almerighi (l’artista da giovane), Marco Marchese (prete e “storyteller” d’eccezione) o la bellissima Claire Palazzo (estemporanea Musa dello stesso Valerio). Così, tra un richiamo al torbido thriller Seven di David Fincher e una citazione di Stendhal, tra Il giovane Holden coi suoi dilemmi esistenziali e l’incontro con un attempato artista di strada, l’oscurità di Vae Victis permea la scena di un’atmosfera nera ma vivida.

https://www.cineclandestino.it/vae-victis/?fbclid=IwY2xjawH7uLZleHRuA2FlbQIxMQABHYb0IdUleeIou61n0a_6Ay_trakXt6wTSHrC46J2u6qXNIxiPuSaRnlHSg_aem_TxyjzDxM9cLeHAMJEe1pLA

 

At the last Salerno International Film Festival, the caliber of the feature film section was, it seems, quite high, and a harbinger of a wide variety of cinematic offerings. For example, we've already had the opportunity to discuss westerns on these pages, thanks to Emiliano Ferrera's Oltre il confine (Beyond the Border), which also received a flattering MENTION OF MERCY in Campania.

 

Luca Alessandro's Vae Victis represents a decidedly different perspective. We're already familiar with the director for highly personal and empathetic documentaries like Mindsurf. We were therefore somewhat surprised to see his new work included in Salerno among the fiction films... but Vae Victis indeed transcends traditional formal and genre distinctions in a highly innovative way, blending elements that can at times recall noir, art documentary, music video/film, and classic cinematic biography, approached, however, from an alienating and psychedelic perspective. Those who called it a "noir biopic" or a "horror biopic" weren't far off the mark.

 

At the center of the scene, however, is the artistic experience of a character whose inspiration has been circumnavigated from every possible angle: Valerio De Filippis. Originally from Pozzuoli but resident in Rome for years, deeply influenced by a painful, bruised, violent, even tragic past, considering the circumstances that led to the disappearance of his beloved sister, he is the creator of performances and works with an undoubtedly perverse, morbid, and nightmarish mood.

Luca Alessandro's film pays homage to his art by dramatizing its essence through remarkable stylistic freedom, alternating descriptions of the works and their tormented genesis with brief, apodictic segments of fiction, the contours of which often appear very macabre, dark, claustrophobic, and gloomy.

The artist's sensitivity thus reveals itself almost as if it were the staging of a crime. Which might even lead us to cite David Bowie's magnificent, often misunderstood 1995 "concept album," "1.Outside." But here, there's a "native" soundtrack, and it's Blokulla's haunting songs that truly reign supreme: magnetic, lugubrious, and dark.

The labyrinthine fabric of the feature film is thus fueled by continuous, surprising epiphanies, ranging from battered tortoises to some Grand Guignol-esque "tableaux vivants." A dense plot, further enhanced by the contributions of highly qualified witnesses to De Filippis's work, such as the art critics and university professors involved in the filming, while the hints of dramatization of the story benefit instead from decidedly in-the-know performers like Dario Almerighi (the artist as a young man), Marco Marchese (a priest and exceptional storyteller), and the beautiful Claire Palazzo (Valerio's impromptu muse). Thus, between a reference to David Fincher's murky thriller Seven and a quote from Stendhal, between The Catcher in the Rye with its existential dilemmas and the encounter with an elderly street artist, the darkness of Vae Victis permeates the scene with a black but vivid atmosphere.

 

https://www.cineclandestino.it/vae-victis/?fbclid=IwY2xjawH7uLZleHRuA2FlbQIxMQABHYb0IdUleeIou61n0a_6Ay_trakXt6wTSHrC46J2u6qXNIxiPuSaRnlHSg_aem_TxyjzDxM9cLeHAMJEe1pLA

Il film Vae Victis è stato selezionato al 78° Festival Internazionale del Cinema di Salerno

e proiettato il 25 novembre 2024 al Teatro Augusteo. 

 

The film Vae Victis was selected for the 78th Salerno International Film Festival

and screened on November 25, 2024, at the Teatro Augusteo.

 

Luca Alessandro Al Festival Del Cinema Di Salerno: Il film “Vae Victis” scritto e diretto da Luca Alessandro è stato presentato alla 78ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno

Luca Alessandro at the Salerno Film Festival: The film “Vae Victis” written and directed by Luca Alessandro was presented at the 78th edition of the Salerno International Film Festival.

Il film "Vae Victis" - tradotto dal latino "Guai ai vinti!" - scritto e diretto da Luca Alessandro, ha debuttato il 25 novembre 2024, durante la 78ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno, nella prestigiosa sezione lungometraggi. La première ha presentato al Teatro Augusteo, un’opera esplorativa che si addentra tra le viscere dei traumi umani e affonda lungo il potere della resilienza. Al centro della storia troviamo Valerio de Filippis, un pittore di Pozzuoli trasferitosi a Roma, schiacciato dal peso del suo passato e da un blocco artistico che lo rende incapace di creare. La sua arte, oscura e tormentata, riflette le ferite della perdita della sorella, figura centrale nella sua vita. In questo labirinto di dolore entra Eléna, una giovane italoamericana con cui condivide un legame emotivo legato al romanzo "Il Rosso e il Nero" di Stendhal. La loro amicizia, tuttavia, risveglia in Valerio emozioni destabilizzanti che lo portano a confrontarsi con la sua fragilità mentale, sullo sfondo di un’imminente mostra artistica che incombe come un’ombra sulla sua esistenza. Un film che mette a nudo il conflitto interiore di un artista che lotta contro le sue stesse ombre, tra suggestioni noir e richiami al thriller psicologico. Il cast principale include Valerio de Filippis, Claire Palazzo, Marco Marchese,  Roberto Fazioli, Claudia Carovana e Dario Almerighi. Sul fronte tecnico, il film beneficia della competenza di professionisti come Andrea Giaccone al sound design e Tiziano Giaccone al montaggio. La scenografia di Alessandro Iacopelli e gli effetti speciali di Eleonora Maria Pia Perrone contribuiscono a rafforzare l’atmosfera noir e claustrofobica della pellicola.

Le musiche firmate da Blokulla e Giacomo Sovrano completano l’opera suggestivamente.

 

Prodotto da Firefly Produzioni in collaborazione con Broken Spirits Production, "Vae Victis" rappresenta un'importante testimonianza della vitalità del cinema indipendente italiano, confermando l’originalità di Luca Alessandro, capace di unire una narrazione personale e una certa introspezione psicologica a un’estetica visiva impattante. La partecipazione al Festival Internazionale del Cinema di Salerno, con un affresco oscuro ma profondamente umano che si interroga sul fragile equilibrio tra genio e follia, segna un passo significativo nella carriera di Alessandro e nella diffusione di opere che sfidano i confini tradizionali del cinema.

 

Articolo a cura di Salomè da Silva

https://www.unfoldingroma.com/cultura/24129/luca-alessandro-al-festival-del-cinema-di-salerno/

 

The film "Vae Victis"—translated from the Latin "Woe to the vanquished!"—written and directed by Luca Alessandro, premiered on November 25, 2024, during the 78th Salerno International Film Festival, in the prestigious feature film section. The premiere at the Teatro Augusteo presented an exploratory work that delves into the depths of human trauma and delves into the power of resilience. At the center of the story is Valerio de Filippis, a painter from Pozzuoli who moved to Rome, crushed by the weight of his past and an artistic block that prevents him from creating. His art, dark and tormented, reflects the wounds of the loss of his sister, a central figure in his life. Into this labyrinth of pain enters Eléna, a young Italian-American with whom he shares an emotional bond rooted in Stendhal's novel "The Red and the Black." Their friendship, however, awakens unsettling emotions in Valerio, forcing him to confront his own mental fragility, against the backdrop of an upcoming art exhibition that looms like a shadow over his existence. A film that lays bare the inner conflict of an artist battling his own shadows, with nuances of noir and echoes of a psychological thriller. The main cast includes Valerio de Filippis, Claire Palazzo, Marco Marchese, Roberto Fazioli, Claudia Carovana, and Dario Almerighi. On the technical front, the film benefits from the expertise of professionals such as Andrea Giaccone (sound design) and Tiziano Giaccone (editing). Alessandro Iacopelli's production design and Eleonora Maria Pia Perrone's special effects contribute to the film's noir and claustrophobic atmosphere.

 

The music composed by Blokulla and Giacomo Sovrano adds a captivating touch.

 

Produced by Firefly Produzioni in collaboration with Broken Spirits Production, "Vae Victis" represents an important testament to the vitality of Italian independent cinema, confirming the originality of Luca Alessandro, capable of combining personal narrative and psychological insight with a striking visual aesthetic. Its participation in the Salerno International Film Festival, with a dark yet profoundly human portrait that questions the fragile balance between genius and madness, marks a significant step in Alessandro's career and in the dissemination of works that challenge the traditional boundaries of cinema.

 

 

Article by Salomè da Silva

https://www.unfoldingroma.com/cultura/24129/luca-alessandro-al-festival-del-cinema-di-salerno/

 

 

 

 

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VAE VICTIS, IL FILM

Colpiscono due elementi in questo autoritratto biografico di un pittore, Valerio de Filippis, in forma cinematografica (titolo Vae Victis, Guai ai vinti). Il primo elemento, psicanalitico, è l’incubo del serial killer che perseguita il protagonista nel profondo con una sordida voluttà inconfessabile: il tema, piuttosto espressionista com’è tutta l’opera di de Filippis, apre il film. Riemerge appunto come un incubo nel delicato nascere di una storia con una giovane e seducente ammiratrice. L’analista direbbe che è l’infanzia, il passato più o meno lontano che sottendono le vicende di una vita, e che tornano stravolti nei sogni. Accanto al ricordo felicemente coltivato di una bambina al mare, irrompe la tragedia familiare segnata dal suicidio della sorella, al culmine di una brillante carriera di modella celebrata nel mondo.

Il secondo elemento è il dettaglio delle mani che ricorre come un basso continuo in tutto il racconto. Sono le mani le vere protagoniste di questa storia, le mani del pittore ma anche quelle della ragazza a cui è concesso toccare i quadri. 

VAE VICTIS, THE FILM

Two elements are striking in this biographical self-portrait of a painter, Valerio de Filippis, in cinematic form (titled Vae Victis, Woe to the Vanquished). The first, psychoanalytic, element is the nightmare of the serial killer who haunts the protagonist deeply with a sordid, unspeakable voluptuousness: this theme, rather expressionist like all of de Filippis's work, opens the film. It resurfaces like a nightmare in the delicate birth of a relationship with a young and seductive admirer. The analyst would say it is childhood, the more or less distant past that underpins the events of a life, and which return distorted in dreams. Alongside the happily cultivated memory of a little girl at the seaside, there is the family tragedy marked by the suicide of the sister, at the height of a brilliant, world-renowned modeling career.

 

The second element is the detail of the hands, which recurs like a basso continuo throughout the story. Hands are the true protagonists of this story, the painter's hands but also those of the girl who is allowed to touch the paintings.

Sono ancora le mani sui tasti del pianoforte che rivelano la passione per Bach. E’ l’omaggio al fare, il trionfo della manualità della sua concretezza materiale in cui si trasferiscono pensiero ed emozioni dell’artista per metterli a nostra disposizione. Un artista che è anche l’artigiano che trascina le tavole su cui dipingere, e pianta i chiodi col martello, tutto pronto per la poesia del pennello, l’incanto del colore. Una magica materialità che nessuna intelligenza artificiale riuscirà mai a reinventare.

Qui Valerio de Filippis fa tutto lui. Il regista è Luca Alessandro, ma sempre lui lo sceneggiatore, l’attore protagonista con quella faccia imponente, la buona dizione con quel suo parlato scorrevole, la erre strascicata di tanti aristocratici napoletani.

E poi c’è il film, la sua fattura. La parola passa al critico cinematografico. Dal canto nostro, abbiamo un disperato bisogno dei quadri di Valerio de Filippis, della sua visione del nostro tempo.

 

Raul Wittenberg Cohn

giornalista

Roma, 28.11.2024

 

 

It's once again the hands on the piano keys that reveal a passion for Bach. It's a tribute to making, the triumph of the artist's manual skill and material concreteness, where the artist's thoughts and emotions are transferred and made available to us. An artist who is also the craftsman who drags the boards on which to paint, and hammers in the nails, all ready for the poetry of the brush, the enchantment of color. A magical materiality that no artificial intelligence will ever be able to reinvent.

Here, Valerio de Filippis does everything himself. Luca Alessandro is the director, but he's also the screenwriter, the lead actor with that imposing face, the good diction with his flowing speech, the drawn-out "r" of so many Neapolitan aristocrats.

And then there's the film, its craftsmanship. The film critic takes the floor. For our part, we desperately need Valerio de Filippis's paintings, his vision of our time.

 

Raul Wittenberg Cohn

Journalist

Rome, November 28, 2024

Vae Victis / The Aesthetics of Evil (2024)

 

Articolo a cura di The Crystal Lake Girl

 

 Scritto il  24 maggio 2026

 

 

 

“Vae Victis / The Aesthetics of Evil”è una pellicola del 2024 diretta da Luca Alessandro.

 Il film è un mix di drama, horror e biopic, con una parte “onirica” molto forte, che è poi quella che metterà davvero a disagio lo spettatore

 

Narra la storia del pittore Valerio De Filippis, che si racconta ma che viene anche raccontato tra momenti di confessione, dove lui stesso racconta la sua vita travagliata, i problemi con la giustizia e la perdita della sorella che ancora lo affligge. L’incontro con la giovane Helena poi, sarà ulteriormente frutto di destabilizzazione per il pittore. I due si trovano subito d’accordo, instaurando un bel legame. Ma non è come si può pensare, nessuna storia d’amore o di sesso ad attrazione, solo una bella affinità, che rende la storia dolce, ma allo stesso tempo intrigante.

Il tutto in un contesto misto tra fiction e realtà, dove il confine tra il recitato e il raccontato è sottile ma ben amalgamato. De Filippis è il legame tra il tutto, recita ma anche si lascia intervistare.

 

Indubbiamente, “Vae Victis” è una pellicola sperimentale, e lo dice anche il regista, che rischia, ma che ottiene un risultato affascinante. La parte “onirica” è piuttosto forte, come ho già detto e descrive un lato di De Filippis selvaggio e quasi totalmente diverso da ciò che appare normalmente. Da questo traspare un intimità tormentata, che è ciò che viene rappresentato nelle sue opere pittoriche.

I “flash” che rappresentano tutta questa parte fatta di sangue, sesso e tortura, ha quasi una similitudine Barkeriana, probabilmente suggerita o identificata nel caso si conosca il genere horror piuttosto bene.

 

“Vae Victis” è disponibile è già in supporto fisico e sarà una gradita visione per chi ama i prodotti nostrani ed indipendenti che cercano strade alternative ai soliti film mescolando generi e creando interesse.

 

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© Beyond the Horror Blog 2026

 

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VAE VICTIS / THE AESTHETICS OF EVIL (2024)

 

Article by The Crystal Lake Girl

Written on May 24, 2026

 

 

"Vae Victis / The Aesthetics of Evil" is a 2024 film directed by Luca Alessandro.

 

The film is a mix of drama, horror, and biopic, with a strong "dreamlike" element that will truly unsettle the viewer.

It tells the story of the painter Valerio De Filippis, who tells his story but is also told through moments of confession, where he recounts his troubled life, his troubles with the law, and the loss of his sister, which still haunts him. His encounter with the young Helena will further destabilize the painter. The two immediately hit it off, establishing a strong bond. But it's not what you might think: there's no love story or sexual attraction, just a beautiful affinity, which makes the story sweet, yet intriguing.

All of this takes place in a context blending fiction and reality, where the line between acting and narration is subtle but well-blended. De Filippis is the link between it all, acting but also allowing himself to be interviewed.

Undoubtedly, "Vae Victis" is an experimental film, as the director himself says, taking risks but achieving a fascinating result. The "dreamlike" aspect is quite strong, as I've already mentioned, and depicts a wild side of De Filippis, almost completely different from what normally appears. This reveals a tormented intimacy, which is what is represented in his paintings.

The "flashes" that represent this entire part of the film, filled with blood, sex, and torture, have an almost Barkerian similarity, probably suggested or identified by those who know the horror genre well.

"Vae Victis" is already available in physical format and will be a welcome sight for those who love local and independent films that seek alternatives to the usual films, blending genres and generating interest.

 

Beyond the Horror is a blog for cinema lovers, with great respect for our followers and supporters. We frequently cover festivals, film clubs, reviews, and more, aiming to spread the culture and values of the seventh art. If you like our work, join our friends at Beyond the Horror.

 

 

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Vae Victis aka The Art of Evil is available to purchase in DVD and Blu-ray formats on Amazon, Walmart, Barnes & Noble, but i am told Movie Zyng offers the most convenient prices.

 

For the DVD version: https://moviezyng.com/products/the-art-of-evil

For the Blu-ray: https://moviezyng.com/products/the-art-of-evil-1

 

You can check the trailer here: https://youtu.be/Ed_luZJlPLA

 

Thank you so much @vaevictismovie for trusting me with your hard work. Hoping to see more from you in the future.

 

#moviereviewer #moviebuffs #vaevictis #italiancinema #filmanalysis

 

 By spamela_anderson0

 Sofiya

 

Ci sono alcuni film che riescono a essere così potenti dal punto di vista visivo da farti cadere sotto il loro incantesimo fin dai primi momenti. Non mi riferisco necessariamente solo a una bella fotografia (anche se Vae Victis, alias The Art of Evil, è davvero un film visivamente straordinario), ma piuttosto a quei film che hanno qualcosa di immediatamente affascinante, qualcosa che ti cattura e ti rende curioso fin dall’inizio.

 

Sarò onesta e ammetto che, prima di questo film, non avevo mai sentito il nome del pittore che è il protagonista di questa pellicola, Valerio De Filippis. Tuttavia, la sua arte oscura e disturbante, fortemente influenzata da eventi traumatici e dolorosi del suo passato, è assolutamente il tipo di cosa che fa per me. Il film esplora la sua storia di vita, la sua visione dell’arte, i suoi processi creativi e i diversi media con cui lavora.

 

Detto questo, non si tratta di un documentario narrato in modo tradizionale e non è nemmeno completamente un documentario. Il film mescola elementi documentaristici con la finzione e sequenze dal forte impatto stilistico. Alcuni dei momenti più espliciti e visivamente disturbanti trasmettono emozioni che vanno dalla malinconia all’aggressività fino al puro disagio, e ho davvero amato queste parti. La costruzione dell’atmosfera è impeccabile, arricchita da scelte creative di illuminazione ed effetti glitch che rendono il film quasi ipnotico in alcuni momenti.

 

Assistiamo anche a segmenti di intervista con lo stesso pittore, e quei momenti offrono spunti di riflessione davvero preziosi. Tuttavia, poiché si tratta in definitiva di una docu-fiction che cerca intenzionalmente di sfumare il confine tra finzione e realtà, quei momenti più diretti di intervista possono occasionalmente farti uscire dal film. Detto questo, non si tratta di difetti importanti che compromettono la visione o che ne riducono in modo significativo l’impatto.

 

Un altro piccolo aspetto che alcuni spettatori potrebbero riscontrare è che la narrazione può risultare occasionalmente difficile da seguire se si entra nel film completamente a digiuno, senza sapere assolutamente nulla su Valerio De Filippis in precedenza. Ma, onestamente, il film mi ha incuriosito così tanto che ora ho una forte voglia di approfondire sia la figura dell’artista sia le sue opere, e spero che susciti la stessa curiosità negli spettatori che decideranno di guardarlo senza alcuna conoscenza preliminare.

 

Come ho detto prima, il film è visivamente straordinario e si percepisce chiaramente che è stato realizzato con grande cura e rispetto sia per il tema trattato che per lo stesso artista. Il fatto che Valerio De Filippis sia stato disposto ad aprirsi riguardo ad alcuni dei suoi momenti più vulnerabili ha reso il progetto ancora più meritevole di rispetto ai miei occhi. Quindi, se sei interessato all’arte oscura e disturbante nelle sue varie forme, questo è sicuramente qualcosa che potresti voler vedere.

 

 By spamela_anderson0

 Sofiya

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The HuffPostItalia

Valerio de Filippis e Gabriele Tinti.

Mostrare il male nella sua purezza

di Massimiliano Perrotta

09 Maggio 2026 alle 11:54

 

                                                 Gabriele Tinti                                                          Valerio de Filippis

Dal cinema performativo di Valerio de Filippis (tra “The Mirror and the Rascal

e il docufilm  “Vae Victis/The Art of Evil”) alla poesia di Gabriele Tinti (“The boxer”):

due sguardi che usano la violenza come strumento conoscitivo, senza compiacimenti

 

Un cadavere al giorno toglie il medico di torno: sembra questa la ricetta sicura per catturare l’attenzione del pubblico odierno. Non solo nei palinsesti televisivi o nei canali YouTube dedicati alla cronaca nera, anche nell’arte una spruzzata di violenza o di morbosità aiuta a fare cassa. 

 

In effetti, connettendoci alle zone meno accessibili della nostra psiche, la violenza è un potente strumento di indagine conoscitiva. Un quarto di secolo fa, mentre passeggiavo a Roma nella centrale via Palermo, la mia attenzione venne catturata da alcuni quadri esposti dietro i vetri di una galleria. Immagini torbide che perturbavano con un rigore esemplare. Entrai. Era l’atelier dell’artista Valerio de Filippis e da quel giorno ho seguito con attenzione la sua traiettoria espressiva, tra opere pittoriche, performance e perfino un lungometraggio cinematografico.

 

Quando nel 2019 Valerio de Filippis volle mostrarmi alcune sequenze del film che stava montando, sinceramente nutrivo poche speranze. Il cinema non sa più che pesci prendere e mi appariva incongruo, per un artista dal profilo esattamente definito,  perdere tempo appresso al fantasma cinematografico. Mi sbagliavo. “The Mirror and the Rascal”, ovvero “Lo specchio e la canaglia”, è un’opera notevolissima che traspone in immagini filmiche il gusto pittorico del suo autore. Muovendosi disinvoltamente tra cinema, videoarte, teatro e musica, l’artista si misura - in veste di performer – con il ruolo del Riccardo III scespiriano, proponendoci un recitar cantando che ipnotizza. Il film è visibile su Indiecinema, il canale del cinema indipendente animato dal regista Fabio Del Greco.

 

Alla magnetica figura di Valerio de Filippis è dedicato il docufilm di Luca Alessandro “Vae Victis”, presentato nel 2024 al Festival Internazionale del Cinema di Salerno e che ora esce in dvd negli Stati Uniti con il titolo “The Art of Evil”. La sensibilità horror di Luca Alessandro ben si attaglia alle ossessioni di Valerio de Filippis: sin dalla scena iniziale il film sprofonda nei colori e nell’oscurità dell’artista, per poi mostrarci la sua quotidianità romana, la sua prassi creativa, la sua dedizione alla pittura nata da giovane nel carcere in cui finì per un brutto episodio di violenza.

 

Sempre negli Stati Uniti è stato pubblicato il nuovo libro di un altro artista che maneggia con cura il tema della violenza: il poeta Gabriele Tinti. “The boxer” è un volume in italiano e in inglese, tradotto da David Graham e Nicholas Benson per Eris Press, che include versi e prose poetiche sulla figura del pugile – letta in chiave mitica – e sul dolore umano: «Come dici? Forse hai ragione. Più si è feriti e più si è grandi. E più si è vuoti». 

 

Il libro “The boxer” è il corrispettivo poetico del “Pugile a riposo”, un bronzo - forse attribuibile a Lisippo e custodito al Museo Nazionale Romano - dal quale Tinti trae la propria ispirazione, coniugando una limpidezza stilistica di ascendenza classica con una inquietudine squisitamente contemporanea. Del resto che cosa c'è di più contemporaneo di un poeta che in ogni suo libro si mette in dialogo con delle immagini?

 

Artisti come Gabriele Tinti e come Valerio de Filippis sanno mostrare il male nella sua purezza, senza compiacimento e senza rassegnazione.

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Film review - Vae Victis

Directed by Luca Alessandro

 

Vae Victis is, in part, a mockumentory and part character study of a troubled artist, Valerio De Filippis, whose works are permeated by his dark, painful, and violent past that seeps onto the canvas.

 

Faced with artists block and nearing an exhibition, Valerio seeks inspiration and we are taken on a journey of his trauma, grief and the horrors that go into bringing his dark, perverse and troubling collection to life.

 

This is not the usual genre of film I tend to review but the captivating and quiet darkness around the horrors shown in the film alongside my passion for art and its inspirations drew me in and it delivered ina beatifically cinematic and artistic way.

 

This is a quiet and troubling film, with the lead performances being sincere and you would be forgiven for believing this to be a real deconstruction of a real man.

 

Vae Victis is distributed in the United States by Leomark Studios. DVD and Blu-ray editions are also scheduled, distributed by Leomark Studios, with a release date set for April 28, 2026. Both formats are already available for pre-order and can also be purchased from Italy. #independentcinema #filmreview #moviefan #horrormovie #internationalcinema

 

 

 

Recensione del film - Vae Victis

Diretto da Luca Alessandro

 

Vae Victis è, in parte, un mockumentario e uno studio di personaggi di un artista turbato, Valerio De Filippis, i cui lavori sono infusi dal suo passato oscuro, doloroso e violento che si fonde sulla tela.

 

Affrontando il blocco dell' artista e avvicinandosi a una mostra, Valerio cerca ispirazione e ci siamo messi in viaggio con il suo trauma, il dolore e le orribili esperienze che hanno portato alla vita la sua collezione oscura, perversa e turbante.

 

Questo non è il solito genere di film che tendo a recensire, ma l'oscurità affascinante e silenziosa che circonda le orribili esperienze mostrate nel film, insieme alla mia passione per l'arte e le sue ispirazioni, mi hanno attirato e mi hanno portato in un modo cinematografico e artistico.

 

Questo è un film tranquillo e turbante, con le prime interpretazioni sincere e potresti essere perdonato per credere che si tratti di una vera decostruzione di un uomo reale.

 

Vae Victis è distribuito negli Stati Uniti da Leomark Studios. Le edizioni DVD e Blu-ray sono previste, distribuite da Leomark Studios, con una data di uscita fissata per il 28 aprile 2026. Entrambi i formati sono già disponibili per l'ordine anticipato e possono essere acquistati anche dall'Italia. #independentcinema #filmreview #moviefan #horrormovie #internationalcinema